Bonus figli a carico universale | Un assegno fino al compimento dei 26 anni di età




Bonus figli a carico universale

Una ulteriore agevolazione che dovrebbe in futuro sostituire il frammentato elenco dei bonus dedicati alle famiglie. Si tratta del bonus figli a carico universale.

Un assegno fino ai 26 anni

Lo comprende il pacchetto di misure del Governo per aiutare in qualche modo le famiglie in difficoltà. Novità fino a un certo punto in quanto trattasi del disegno di Legge (Ddl Lepri 341) che è stato presentato il 30 maggio 2014 (oltre tre anni fa). L’ok del testo del Ddl da parte della Commissione Finanze del Senato potrebbe arrivare a breve ed è bene informarsi come fare per usufruire di questa agevolazione. Avevamo parlato dello stesso argomento alcune settimane fa (in questo articolo: Assegni familiari 2017 unificati) e continueremo a seguirlo.

Si tratta di un assegno il cui importo massimo può raggiungere i 200 euro al mese. Lo riceveranno i genitori con figli a carico fino al compimento del 26° anno di età.



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Bonus figli a carico universale: l’alternativa alle attuali agevolazioni?

Il Governo vuole, con questa nuova formula, “superare la situazione di frammentarietà e disomogeneità che caratterizza la disciplina vigente, attraverso la previsione di un’unica misura generalizzata di beneficio per i minori a carico, sostitutiva di tutte le agevolazioni finora riconosciute”. Questo riporta il testo del disegno di legge che dovrebbe unificare le varie agevolazioni che peraltro ancora oggi non riescono ad aiutare diverse categorie di persone e famiglie che versano comunque in situazioni di grave disagio economico e sociale.



A chi spetterà il bonus figli a carico universale

Non è ancora noto se il Governo deciderà di fissare una soglia massima ISEE (noi crediamo di sì). Ad oggi si sa che l’assegno sarà erogato a tutti, compresi incapienti e lavoratori autonomi che attualmente non godono di assegni familiari.

L’importo dell’assegno

L’entità del bonus figli a carico universale dovrebbe essere “scalare”. 200 euro nei primi anni di vita per poi diminuire progressivamente in base alla crescita del figlio:

  • 200 euro, fino al compimento del 3° anno di età del figlio a carico;
  • 150 euro, dai 3 ai 18 anni;
  • 100 euro, dai 18 ai 26 anni.

Chi ha più di un figlio a carico potrebbe usufruire di un assegno superiore la cui entità non è ancora nota.

Ma cosa vuol dire avere “figli a carico”?

Secondo la legge, un figlio può essere considerato fiscalmente a carico se il suo reddito complessivo Irpef non supera i 2.840,51 euro annui, al lordo degli oneri deducibili.

Sono considerati a carico i figli, compresi quelli naturali riconosciuti, adottivi, affidati o affiliati, indipendentemente:

  • dal superamento di determinati limiti di età
  • dagli studi o dal tirocinio gratuito
  • dal fatto che conviva con i genitori o che abiti all’estero o in un’altra casa.
Familiari a carico

Altri casi di persone che possono essere considerate a carico, a condizione che convivano con il contribuente o che ricevano dallo stesso assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’Autorità giudiziaria:

  • il coniuge legalmente ed effettivamente separato;
  • i genitori (compresi i genitori naturali e quelli adottivi);
  • i discendenti dei figli;
  • i generi e le nuore;
  • i fratelli e le sorelle (anche unilaterali);
  • il suocero e la suocera;
  • i nonni e le nonne (compresi quelli naturali).
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Mauro Guitto

Mauro Guitto

Giornalista iscritto all'Ordine dei Giornalisti Regione Puglia

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