Documento unico di circolazione-proprietà | Da luglio 2018 si cambia, ma davvero si risparmia?




Documento unico di circolazione proprietà

Razionalizzazione dei processi di gestione dei dati di circolazione e di proprietà di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi, finalizzata al rilascio di un documento unico ai sensi dell’articolo 8, comma 1, lettera d), della legge n. 124 del 2015. Il decreto introduce dal 1° luglio 2018 la novità: il documento unico di circolazione proprietà.

L’approvazione del decreto

Il Consiglio dei ministri, su proposta della Ministra per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia e del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio, ha approvato il 12 maggio, in secondo esame preliminare, il decreto legislativo. Lo ha reso noto il comunicato diffuso da Palazzo Chigi al termine del consiglio dei ministri. Il Governo ha poi successivamente dato il via libera, durante il Consiglio dei ministri del 24 maggio 2017.



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La nuova carta di circolazione

Sarà un documento unico di circolazione proprietà consentirà di tagliare i costi di produzione, archiviazione e controllo a carico dell’amministrazione così come già accade negli altri paesi europei. Oggi il certificato di proprietà del veicolo è di competenza Aci mentre il libretto di circolazione è di competenza Motorizzazione Civile con relative tariffe da pagare.

Dal 1° luglio 2018 ci sarà così un risparmio per gli automobilisti perché pagheranno una tariffa unica per il documento unico di circolazione proprietà. La nuova (e soprattutto unica) tariffa andrà a sostituire i diritti di Motorizzazione e le quote da pagare per l’iscrizione o la trascrizione di ogni veicolo al Pubblico Registro Automobilistico (PRA).

Il rilascio del nuovo documento sarà effettuato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti



Cosa accade per i documenti già emessi?

Carte di circolazione e i certificato di proprietà già emessi alla data di entrata in vigore del documento unico, manterranno la loro validità fino a che non interverranno eventuali modifiche dei dati dei veicoli che richiedano l’emissione di una nuova carta di circolazione.

Non sono dunque previste complicate e costose procedure di sostituzione di quelle già emesse con il documento unico.

Ma a quanto ammonterà il risparmio per l’utenza?

Il dilemma resta infatti questo: per stabilire se davvero ci sarà un risparmio per l’utenza bisognerebbe conoscere l’entità della tariffa unica che pagheranno gli automobilisti. Il tutto nella speranza che la cifra non sia calcolata tipo: attuali diritti di Motorizzazione+attuali quote da pagare per l’iscrizione o la trascrizione= NUOVA TARIFFA UNICA. Eh sì perché se così fosse (ma anche solo per qualche euro in meno), non si dovrebbe parlare di risparmio ma solo di semplificazione delle procedure. Staremo a vedere…

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Mauro Guitto

Mauro Guitto

Giornalista iscritto all'Ordine dei Giornalisti Regione Puglia

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